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Vitigni resistenti

Dopo molti anni di ricerca sono arrivati i vitigni resistenti. Ad affermarlo è Eugenio Sartori, direttore generale dei Vivai cooperativi Rauscedo.

Il direttore afferma che questi vitigni daranno un grande aiuto ai viticoltori, dichiarando che molti vitigni risultano resistenti anche alla peronospora e oidio, le due malattie più temute. 

Questi vitigni derivano da ibridazione, incrociando una varietà di vinifera con una nata da ibridazione, con caratteri interessanti al coltivatore, creando piante specifiche per ogni viticoltore.

Alcune domande mi sorgono naturali.

Tutta queste nuove varietà, aiutano veramente tutti o solo alcuni? Andando solo a favore di tutti quei produttori che coltivano in zone non vocate dove non andrebbero coltivate o a favore di tutti? Così facendo non si va verso una omologazione a discapito della tipicità? La bravura e l’esperienza dei viticoltori e agronomi che fine farà?

Io resto sempre della mia idea. La viticoltura come tutto il settore alimentare italiano è caratterizzato da tipicità, storia e tradizioni tramandate da anni. Oltre a tutto questo, i nostri antenati, sono riusciti a tramandarci vitigni e tecniche colturali uniche da zona a zona, che nessun vitigno resistente o altro dovrà mai portarci via. La nostra forza sta proprio nella diversificazione varietale che da nord Italia fino alle isole conta centinaia di vitigni diversi ed unici, che solo in determinati terroir e con determinate cure colturali danno il massimo.

Quindi stiamo bene attenti a non standardizzare troppo. Io sono per la diversità o meglio biodiversità.

Come dico sempre: IL VINO SI FA CON L’UVA